Merlino il mago, tra mito e storia

Merlino il mago, tra mito e storia

Strettamente correlato al Leggenda arturiana, Merlino il mago è una figura centrale nella mitologia e nel folklore celtico, il cui personaggio è stato oggetto di intensa e prolifica letteratura dal Medioevo ai giorni nostri. Divenuto il padre "incantevole" con il cappello a punta nelle vesti di Walt Disney, appare nelle storie medievali sia come un profeta di Cristo che porta la creazione della Tavola Rotonda e la Ricerca del Graal come un personaggio oscuro, un anticristo, figlio di un demone e una vergine e considerato un selvaggio che vive in comunione con la natura e gli animali. Ma è anche questo pazzo amante della fata Viviane, che le insegna come imprigionarla, allegoria del poeta e del suo amore impossibile amplificato da Apollinaire in The Rotting Enchanter.

Merlino il mago, secondo la tradizione

Merlin the Enchanter è un personaggio della leggenda di Re Artù. È un essere mezzo uomo, mezzo demone: è figlio di una giovane donna e di un demone o forse del diavolo stesso. Ma è al servizio del Bene. L'aspetto di Merlino varia: può essere un bel giovane così come un vecchio con una lunga barba. Conosce il passato e il futuro. È dotato di poteri magici: si trasforma a volontà e fa profezie nella foresta di Brocéliande.

A Merlino viene affidato Artù, figlio illegittimo del re di Bretagna Uter Pendragon, dalla sua nascita. Si occupa dell'educazione del giovane e gli insegna il mestiere delle armi, ma gli nasconde le sue origini reali. Dopo la morte di Uterpendragon, la Bretagna si ritrovò senza un re. Un giorno appare un blocco di pietra in cui è conficcata una spada, chiamata Excalibur. Un'iscrizione scolpita in questa pietra annuncia che chiunque sarà in grado di estrarre la spada dalla roccia diventerà il re della terra. È Arthur che raccoglierà con successo la sfida. Quando il nuovo re sposa Ginevra, Merlino gli regala la Tavola Rotonda e gli chiede di creare un ordine cavalleresco che riunisca i migliori cavalieri del mondo: è l'Ordine della Tavola Rotonda. Merlino quindi lancia i Cavalieri della Tavola Rotonda alla ricerca del Graal. È un calice sacro da cui si dice che Cristo abbia bevuto durante il suo ultimo pasto e che avrebbe contenuto il suo sangue dopo la sua crocifissione.

Un giorno, nella foresta di Brocéliande, Merlino incontra Viviane. Si innamora di lei e la rende sua discepola. Le offre un castello e Viviane diventa la signora del lago. Le insegna tutto ciò che sa, incluso come tenere un uomo per l'eternità. Così una notte, approfittando del suo sonno, Viviane la strega e la imprigiona in una torre invisibile. Da allora, Merlin non è più accessibile al mondo maschile.

Un mito prolifico

Il mito di Merlino conobbe molte variazioni ed evoluzioni durante tutto il Medioevo, rendendo il personaggio particolarmente difficile da definire. Merlino è soprattutto attestato nella tradizione celtica gallese dove compare sotto forma di Myrddin attraverso alcune poesie che evocano la Ve e VIe secoli un pazzo, selvaggio e miserabile, che vive lontano dal mondo nelle lontane foreste della Caledonia. Lo troviamo anche nella letteratura scozzese e irlandese in un ruolo analogo, un boscaiolo che vive invisibile tra gli alberi.

L'introduzione del personaggio di Merlino nel ciclo arturiano arriva nella prima metà del XIIe secolo con tre scritti latini di Geoffroy de Monmouth: il Prophetiae Merlini (Le profezie di Merlino, c.1135), ilHistoria regum Britanniae (La storia dei re di Bretagna, prima del 1140) e il Vita Merlini (La vita di Merlino, 1145 circa), dando al profeta una vera e propria biografia legata soprattutto ad una prospettiva politica, quella per i Normanni di affidarsi ai Celti contro i Sassoni.

Questa eredità è stata poi rielaborata da molti autori, in particolare il religioso anglo-romeno Wace e il poeta della Franca Contea Robert de Boron che cristianizza fortemente il personaggio di Merlino nella sua trilogia sul Graal.

Troviamo quindi un Merlino molto diverso in Il Lancillotto in prosa (anonimo, circa 1215) chiamato anche la "vulgata" arturiana perché è la versione più utilizzata della leggenda arturiana durante il Medioevo e nel Suite Vulgata (intorno al 1220) o il Pubblica Vulgate Suite (intorno al 1230). Questi testi affrontano principalmente il personaggio di Merlino attraverso il suo rapporto con la fata Viviane. Il personaggio dell'incantatore appare così particolarmente proteiforme secondo i vari autori legati al suo mito. Torniamo ad alcune delle sue caratteristiche fondamentali.

Dall'Anticristo al Profeta del Graal

A differenza di Cristo, nato da una vergine e da Dio, Merlino è nato da una vergine e un incubus (l'equivalente maschile della succube), è un anticristo. Il suo aspetto conferma la sua origine diabolica: Merlino è molto peloso e peloso, dotato di intuizioni soprannaturali e capace di meraviglie. Tuttavia, negli scritti di Robert de Boron, solo il suo corpo rappresenta il diavolo. L'anima di Merlino, grazie alla pietà di sua madre, sembra acquisita a Dio anche quando viene battezzato. Il personaggio di Merlino simboleggia quindi il conflitto tra il Diavolo e Dio, mostrando infine il trionfo di Dio. al contrario, nel Lancillotto in prosa, Merlino si appoggia al lato demoniaco, non battezzato, appare come ingannevole e sleale mentre sua madre si compiaceva della venuta del demone.

Resta il fatto che Merlino, grazie ai suoi poteri profetici, si ritrova a consigliare i re di Bretagna. Pensiamo naturalmente al futuro Re Artù che Merlino guida nella creazione della Tavola Rotonda e nella Ricerca del Graal ma anche a questi predecessori Uter e Uterpandragon. Merlino assicura così la nascita di Artù con i suoi incantesimi dando a Uterpandragon le fattezze del Duca di Cornovaglia per avvicinarsi alla Duchessa. Questa figura dell'indovino, consigliere del re, si inserisce nella rappresentazione medievale del giullare o bardo che guida e distrae il re, ma Merlino lo accompagna anche dal suo status di druido come stratega e guerriero in combattimento. Il suo dono di profezia gli permetterà anche di conoscere la sua fine d'amore.

Il poeta vittima dell'amore

I sentimenti romantici di Merlino appaiono nella seconda parte del Lancillotto in prosa dove l'incantatore si innamora della fata Viviane. Gli insegna i suoi segreti sapendo che Viviane si rivolterà contro di lui rinchiudendolo in una grotta dove è morto. Stava a lei vendicarsi dell'attacco alla sua verginità, trasformando la fata in un avatar evhemianista della dea Diana, casta cacciatrice.

Nel Suite Vulgate, l'autore riporta i dettagli della prigionia di Merlino nella continuità della storia di Robert de Boron integrando le diverse fasi dell'amore tra Merlino e Viviane. Incontra Merlino nella sua giovinezza sotto il segno della cortesia e del meraviglioso. La storia è inserita in un modello molto comune di amore cortese e trovatori: quello della prigione dell'amore con l'amante prigioniero della signora. Questa volta Merlino è rinchiuso per l'eternità in una torre e non in una grotta per morire lì. La sua morte è così eufemizzata e rappresentata come più luminosa. Merlino apparirà solo in una visione finale del fumo a Chevalier Gauvain. Rappresentando così la nebbia druidica, il fumo che materializza la sua voce, non è altro che un semplice soffio d'aria.

Intorno al 1230 compare un'oscura e macabra riscrittura della fine di Merlino. Si tratta di Pubblica Vulgate Suite. Questo testo presenta l'odio di Viviane verso Merlino di cui viene presentato il lato diabolico e di cui bisogna sbarazzarsi. Viviane appare come una traditrice che gioca con l'amante ingenuo. Il personaggio di Merlino viene poi gradualmente distrutto: perdendo gradualmente la sua intelligenza e la sua memoria, il morente Merlino viene gettato in una tomba sotterranea, punito per il suo desiderio colpevole poiché Atteone era davanti a Diana.

Merlino, un personaggio enigmatico

Merlino rimane quindi un personaggio enigmatico in cui si mescolano molte e diverse tradizioni medievali. Dal malvagio stregone al mago benevolo, dal pazzo al profeta, dal guerriero al poeta, le molteplici sfaccettature di questo personaggio gli assicurarono una notevole fortuna letteraria a partire dal XIII secolo.e secolo in tutto l'Occidente medievale dove a volte divenne un espediente letterario per attirare l'attenzione del lettore ma anche nel XIXe secolo con scrittori tedeschi e nel XXe secolo in Francia con Apollinaire, Aragon, Cocteau, Barjavel e molti altri, contribuendo così a perpetuare il suo mito.

Secondo una tradizione contemporanea, Merlino avrebbe la sua tomba nella foresta di Brocéliande.

Testi medievali

- Robert de Boron, Merlin: novel of the 13th century, Paris, Flammarion, 1994. (traduzione)

- Geoffroy de Monmouth, La vie de Merlin, Climats, 1996.

- Le livre du Grail, Daniel Poirion e Philippe Walter (a cura di), Paris, Gallimard, Pléiade, 3 volumi (Estoire, Merlin, Suite Vulgate, Lancelot, Queste, Mort Artu). (testo originale e traduzione)

Testi moderni

- Guillaume Apollinaire, L'Enchanteur pourrissant, Parigi, Flammarion, 1972.

- René Barjavel, L'Enchanteur, Parigi, Gallimard, 1987.

Bibliografia

- Michel Zink, Letteratura francese del Medioevo, Parigi, PUF, 1994.

- Paul Zumthor, Il profeta Merlino: un tema di letteratura polemica, storiografia e romanzi, Losanna, 1943.


Video: Merlino rivela I suoi poteri ad Artù