Vespri Siciliani (30 e 31 marzo 1282)

Vespri Siciliani (30 e 31 marzo 1282)

Il martedì di Pasqua del 30 marzo 1282, alla prima campana dei Vespri, le popolazioni di Palermo e di Corleone insorsero contro il re Carlo d'Angiò e i suoi agenti. Il sanguinoso massacro che ne è derivato rimane noto come Vespri Siciliani. Un fatto importante nella storia della Sicilia, è l'ennesimo avatar della competizione di diverse famiglie aristocratiche europee per il controllo di questa strategica isola.

Sicilia, un'isola ambita

La posizione di quest'ultimo, infatti, al centro del Mediterraneo, permette al suo armatore di controllare le linee di comunicazione che portano dal Levante all'Europa occidentale, rotta commerciale di prim'ordine. D'altra parte, è un ottimo punto di partenza per qualsiasi spedizione in Terra Santa, in un momento in cui l'idea della Crociata è ancora molto presente all'interno delle monarchie cristiane.

La rivolta dei Siciliani contro Carlo d'Angiò si inserisce nel quadro più ampio della rivalità tra quest'ultimo e l'ambizioso Re d'Aragona Pietro III. Infatti Carlo, fratello di Luigi IX di Francia (San Luigi) non ottenne la corona del regno di Sicilia (che poi si estendeva sull'attuale Sicilia, ma anche su buona parte del sud dello stivale italiano, cioè il Regno di Napoli), solo recentemente (nel 1268) grazie al mandato affidatagli dal Papa di scacciare dal trono la famiglia Hohenstaufen.

Ora si scopre che Pietro III è il marito della figlia dell'ultimo re di Sicilia Hohenstaufen: Manfred. Mantiene quindi (più o meno) legittime ambizioni sul trono di quest'ultimo. L'aragonese sa di poter contare sull'appoggio delle élite e della popolazione siciliana, i cui nuovi padroni francesi difficilmente rispettano le particolarità.

La strage dei Vespri siciliani

Carlo I d'Angiò, re delle Due Sicilie, provocò l'odio dei Siciliani aumentando le tasse e ponendo l'isola sotto il dominio francese. La sera di Pasqua gli abitanti di Palermo si ribellano contro i loro oppressori. La loro azione fu seguita in altre città, finché quasi tutti i francesi in Sicilia furono massacrati.

Così, poco dopo la strage di Vèpres, una flotta scarica un esercito aragonese che finirà di cacciare dall'isola i partigiani di Carlo. È l'inizio di uno spietato confronto tra la casa d'Angiò e quella d'Aragona che proseguirà in varie forme fino al XVI secolo, poiché servirà in particolare come giustificazione per le prime guerre d'Italia.

Per ulteriori

- Storia della Sicilia, di Jean-Yves Frétigné. Fayard, 2009.


Video: IL VESPRO SICILIANO