Storia mensile: i giansenisti

Storia mensile: i giansenisti

Giansenista "! La parola è rimasta viva per qualificare un cattolicesimo austero o una morale rigorosa, contraria a ogni lassismo. Per i letterati il ​​termine è legato alla figura di Blaise Pascal, il geniale autore dei Provinciali, irascibile contro la casistica dei gesuiti e la loro morale elastica. E anche all'abbazia di Port-Royal, diretta da madre Angélique Arnauld, i cui episodi Sainte-Beuve ha narrato in un'opera monumentale. Ma cosa fosse esattamente il giansenismo e quale fosse il suo significato storico, questo è ciò di cui il dossier di questo mese della rivista L'Histoire ha voluto trattare, alla luce delle ricerche più recenti.


Per non essere specificamente francese, poiché la sua origine è un teologo olandese, Jansen - e la sua opera Augustinus -, è in Francia che il giansenismo seguì la carriera più notevole, conquistò il maggior numero di seguaci e provocò l'ira del potere reale. Diverse le cause lo spiegano: la qualità degli uomini - e delle donne - che lo indossavano, l'aspirazione religiosa al ritorno di una fede purificata, e poi la coraggiosa resistenza dei fedeli alla repressione del potere assoluto.

Se il giansenismo, di origine teologica - intorno alla questione della grazia dibattuta sin dai tempi di sant'Agostino -, potrebbe assumere la dimensione di un movimento politico, è soprattutto per la volontà monarchica, sostenuta dal papato, mantenere l'unità della fede, costruire una diga contro il contagio dell '"eresia", principalmente all'interno del clero. Luigi XIV fece rasa al suolo Port-Royal nel 1709, ma il giansenismo si rafforzò.

I giansenisti: Dio della grazia e della politica. Mensile L'Histoire, aprile 2012. In edicola e su abbonamento.


Video: Gesuiti, giansenisti e libertini nellEuropa del Seicento